È seduta di fronte a me e dopo una lunga chiacchierata improvvisamente cala il silenzio. Mi scopro ad osservarla e mi accorgo che, tra i giochi di luci ed ombre delle lampade che illuminano flebilmente la stanza, il passare degli anni sembra non averla toccata, lasciandone intatta la bellezza. Il tempo, in realtà, ha fatto la sua parte, ha inciso solchi profondi che oggi è difficile scorgere perché abbagliati da un volto luminoso e pieno di passione ed entusiasmo. Mi fissa a lungo, come se stesse per dirmi qualcosa senza trovarne il coraggio ma so che non è così: lo sguardo è rivolto altrove, sta cercando le parole adatte per espormi la sua ultima, coerente, idea su come trasfigurare ancora una volta quel sogno realizzato che è La casa di Evita.

Tutto ha inizio da qui, dal Bed and Breakfast La casa di Evita che porta il nome di Maria Eva Duarte de Peròn non per puro capriccio o per una qualche finalità di marketing ma perché questa donna straordinaria è stata per Giusy Musso motivo di ispirazione.

giusy mussoEvita, così come amava chiamarla il popolo argentino, è simbolo di un valore femminile universale di grande umanità che la distinse per aver perorato con coraggio contro le tendenze di quel periodo per una donna del suo rango avendo sposato il colonnello e poi presidente dell’Argentina Juàn Domingo Peròn – la causa dei lavoratori e degli indigenti ed è proprio questo valore che incarna Giusy Musso la quale, spinta da un’analoga e forte sensibilità verso chi, come lei, non ha avuto dalla vita ciò di cui aveva bisogno, fonda Pane è Vita. L’associazione di volontariato e solidarietà oggi è gestita principalmente da Silvia e Vincenzo, i figli di Giusy Musso, ai quali ha trasmesso la sua umanità, i suoi valori, il suo rispetto per gli altri e soprattutto per la terra in cui vivono.

Benché Giusy abbia molto di Eva Peròn, lei stessa è un simbolo per tutte le donne perché ciò che ha sostenuto è stata la sua sola politica intesa come il raggiungimento degli obiettivi che si era prefissa e nel modo in cui voleva si conquistassero e lo ha fatto da donna intraprendente contro la solitudine che l’aveva circondata e grazie alla quale, probabilmente, oggi ha potuto compiere delle scelte lontana dai condizionamenti di una società provinciale, fatta di arretratezze e di una critica fin troppo facile e severa contro tutte quelle donne che erano prive, soprattutto nel secolo scorso, di qualsivoglia potere inteso come libero arbitrio sulle proprie vite.

Qualunque cosa sia accaduta, ad un certo punto, Giusy Musso ha avuto la consapevolezza che ogni persona ha una missione da compiere e che c’è una ragione per tutto, anche per le sofferenze, e forse il vissuto fino a quel momento aveva senso proprio perché doveva essere sovvertito. I cambiamenti, come una ventata di freschezza, oggi hanno dato non solo valore e dignità ad una donna di cultura che non poteva semplicemente tacere all’ombra degli altri come Eva Peròn, ma hanno fatto sì che i suoi obiettivi piano piano vedessero la luce e prendessero forma.

La casa di Evita è il frutto di un percorso costellato di porte chiuse, idee sminuite e non ascoltate, del resto senza basi solide su cui poggiarsi o crediti o semplicemente senza che nessuno creda in noi e nelle nostre idee, è difficile trasmettere il proprio messaggio e cercare di dargli concretezza.

È proprio per questo che La casa di Evita rappresenta, per Giusy Musso, un rifugio ed una fortezza allo stesso tempo, è il luogo dove la sua vita è ricominciata nella piena consapevolezza di ogni decisione presa, è un luogo eterotopico fiorito a dispetto di quelle porte che non mostrarono neanche l’uscio al suo passaggio, è un fiore di Loto. La casa di Evita è anche il suo sguardo curioso verso il mondo, oltre ogni frontiera perché solo attraverso il viaggio, che sia reale o interiore, si può sposare la conoscenza, liberarsi dai pregiudizi ed arricchirsi continuamente.

Il Bed and Breakfast, tuttavia, non è l’unico progetto di Giusy Musso, lei che una mentalità imprenditoriale innata e non “siciliana” ha dimostrato di averla. Il suo scopo era quello di partire da quel microcosmo che oggi è La casa di Evita per estendere il suo sguardo amorevole e materno su tutta Carini fino ad abbracciare la Sicilia intera e così ha fondato un’altra associazione, Evìta Touring, perché si impegnasse a promuovere, valorizzare, proteggere il territorio, perché Carini stessa non fosse più soltanto un centro marginale, contrariamente a quanto la sua storia ci ricorda, ma si vestisse di quel prestigio di cui per secoli si è vantata. Il turismo di cui si fa portatrice, Giusy Musso, è un turismo che mira ad integrare anche la Sicilia sul piano internazionale, sottraendola all’emarginazione nella quale si è confinata per il degrado e l’incuria e perché si è smesso di credere nelle proprie risorse. La missione di cui si fa portatrice l’Evita carinese è anche quella di incoraggiare a vedere nel territorio un’occasione per lavorare, per riprendersi un valore secolare, per scambiarsi emozioni con i viaggiatori e far sì che non siano solo di passaggio ma che amino la nostra terra come la ama Giusy Musso.

Oggi Giusy Musso è anche lei una donna straordinaria, oggi è Evita ed il suo entusiasmo è contagioso, lavorare accanto a lei fa pensare che effettivamente qualcosa si può cambiare, che le idee possono prendere forma, possono diventare fatti ma bisogna avere pazienza, essere caparbi, fare rete perché c’è bisogno anche di quello ma soprattutto circondarsi di persone che credono in noi e nella nostra idea, che la fanno propria e che guardano nella nostra stessa direzione.