Da una spina nasce una Rosa, è la metafora più appropriata che si può attribuire alla cantautrice siciliana Rosa Balistreri, di cui oggi voglio celebrare la memoria, parlando di una grande donna, innamorata ed orgogliosa della sua Isola.

Una Sicilia arida, sofferente, stanca, oscura e nostalgica, quella raccontata da Rosa, che “canta e cunta” la propria terra con il dolore e l’amore, di chi rimane legato alle proprie radici, nonostante tutto…

Una battaglia a suon di musica, un invito alla riflessione e un messaggio di sublime speranza, certezza nella giustizia sociale e rispetto per la dignità della donna e dei più umili, in un’esauribile fonte d’ispirazione.

Al Piccolo Museo Etnografico, luogo di memoria e riflessione, non poteva mancare il messaggio identitario e il patrimonio culturale dei “canti e cunti” di Rosa Balistreri, interpretati dalla mezzosoprano Debora Troìa e accompagnati dal chitarrista Tobia Vaccarodomenica 12 novembre alle ore 12.00, alla degustazione del “VerdOlio di Torretta”.